Stangata per il popolo di rate e mutui

La nuova stretta monetaria della Bce aggrava il quadro dei consumi stagnanti delle famiglie e assume i controni della stangata per chi ha acceso, ed è la stragrande maggioranza, un mutuo a tasso variabile e per i fedelissimi degli acquisti a rate.
Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse fino ai livelli del 1999, il quarto ritocco in soli otto mesi dopo oltre due anni di calma piatta, comporterà rincari compresi, secondo i calcoli delle associazioni consumeriste Adusbef e Codacons tra i 150 e i 656 euro l’anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce: secondo le stime dell’Adusbef, sarà «più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico».

Mutui ancora più pesanti quindi. «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell’acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l’anno,per un mutuo di 100 mila euro con il rialzo Bce», spiega l’associazione dei consumatori, sottolineando che un mutuo di 200 mila euro con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l’anno.

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