Mutui all’estero
Ben il 15% degli europei si dice pronto a comprare servizi finanziari retail all’estero. L’integrazione dei prossimi anni del mercato dei servizi finanziari al dettaglio crescerà notevolmente, supportata dal fenomeno dell’e-banking e da un quadro normativo comunitario più chiaro.
Tuttavia, secondo l’Osservatorio European Banking Report dell’Associazione bancaria italiana il mercato europeo dei servizi finanziari non è ancora ben integrato. Infatti solo l’1% dei clienti ha acquistato prodotti finanziari oltre confine, a fronte del 25% che ha comprato all’estero prodotti non finanziari.
Si sottolinea anche come il mercato finanziario italiano sia più ristretto rispetto ad altri europei, per varie cause, tra le quali un inferiore livello di bancarizzazione rispetto ai concorrenti (il numero di conti correnti per abitante è pari al 50% di quello medio in Europa).
Lo scenario è aggravato dal maggior uso del contante, che implica ulteriori costi. Le differenze nel costo del lavoro e nella pressione fiscale rappresentano altri fattori discriminanti: sugli intermediari italiani, in particolare, pesa una fiscalità del 31,7% contro il 25,6% medio di Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna e un costo del lavoro unitario superiore di circa il 20%. La conseguenza della combinazione di tutti questi fattori è una redditività dei principali gruppi bancari italiani inferiore di circa il 30% alla media europea.